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Maduro vs Rubio. Intanto, a Caracas…

Marzo 28, 20250

Complicata l’America Latina. Ancor più complicato il Venezuela. Grazie soprattutto ai suoi immensi giacimenti petroliferi potrebbe essere uno dei paesi più ricchi del mondo, invece di essere, da anni, uno dei più poveri. Dal 1999 e’ governato dal “chavismo”, l’ennesima declinazione del populismo autoritario che, a fasi alterne, tra deboli democrazie e dittature militari, ciclicamente ha attraversato quasi tutti gli Stati del subcontinente americano.

Hugo Rafael Chávez Frías creò il “suo” populismo, osannato da gran parte della estrema sinistra europea. Morto nel 2013, ne raccolse l’eredità il suo braccio destro Nicolás Maduro Moros, in carica, dunque da 12 anni. Sempre confermato in elezioni farsa, Maduro ha evoluto il chiavismo in una dittatura di fatto e ha provocato una crisi economica disastrosa. Per la povertà diffusa, milioni di venezuelani hanno lasciato il Paese, soprattutto verso la Colombia. Anche quelli di origine italiana, frutto della emigrazione cominciata nel 1940, hanno scelto, potendo, di tornare nella Patria ancestrale grazie alla doppia cittadinanza. In pochi anni il Venezuela ha visto scendere i suoi residenti da 32 a 28 milioni.

Isolato anche in America Latina, vicino a Cuba e alla Russia, Maduro resta in sella nonostante le sue rielezioni  – l’ultima del 2024 – siano state considerate truccate dall’Onu, dagli USA e dall’Unione Europea.

Ma l’America Latina è complicata, e il Venezuela dí più. Perché , appunto, ricca di petrolio. Crollate le esportazioni, si è ripresa grazie alla guerra russo-ucraina. Anche il suo petrolio “maledetto” è tornato a servire. Maturo galleggia e i venezuelani continuano a soffrire. E ogni tanto Maduro alza la voce. D’altra parte il populismo autoritario anche di questo si nutre. Anti-statunitense per principio, chiunque sieda alla Casa Bianca, se n’è uscito con una intemerata contro il segretario di Stato Marco Rubio, che ha fatto il giro del web.

L’imbecille Marco Rubio – ha comiziato – minaccia il Venezuela dalla Guyana. Il Venezuela non può essere minacciato da nessuno perché questa è la patria dei liberatori. Questa è la patria di Bolivar, imbecille!”. Rubio era in visita nella confinante Repubblica di Guyana, per firmare un accordo di sicurezza e promettendo che gli Stati Uniti risponderanno con forza se il Venezuela attaccherà la Guayana.

In verde chiaro la regione contesa

Perché mai dovrebbe? Da decenni Caracas rivendica il possesso della regione Guayana Esequiba, dove il petrolio abbonda. Da qui gli accordi di difesa tra Georgetown e gli Usa. Con toni trumpiani Rubio ha avvertito: “Se loro (i venezuelani) attaccassero la Guyana o attaccassero ExxonMobil (…) sarebbe una giornata molto brutta, una settimana molto brutta per loro. Finirebbe male”. Al di là dei toni, non è la Guyana a minacciare il Venezuela, ma il contrario. Anche se, gravata da una crisi devastante, Caracas difficilmente potrebbe pianificare un’invasione.

In ogni caso, Maduro ha fatto Il Maduro, recuperando la retorica bolivariana che sottende il populismo delle ex colonie spagnole. Simón Bolívar (1783-1830), nato a Caracas, fu l’eroe dell’indipendenza di Bolivia, Colombia, Perù e Venezuela, nonché presidente della effimera Grande Colombia. Un eroe, un mito, il Libertador. Buono per tutte le stagioni. Forse non meritava di essere sfruttato da un Maduro qualsiasi.

Sviluppi? Qualche altra schermaglia verbale, probabilmente, con Maduro che urla per tentare di recuperare consensi “patriottici”. Però la storia venezuelana degli anni recenti è veramente complessa. Difficile fare previsioni. Per capirla conviene leggere il nuovo saggio di un vero esperto, il giornalista Maurizio Stefanini: Intanto a Caracas. Venezuela, il grande enigma geopolitico, edito da Paesi Edizioni (Roma, 2025). Con la prefazione di Loris Zanatta e l’introduzione di Corina Yoris-Villasana. Vale la pena.

 

Pubblicato anche su “The Social Post”:

https://www.thesocialpost.it/2025/03/28/imbecille-maduro-attacco-durissimo-a-marco-rubio-intanto-a-caracas-ecco-cosa-succede/

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